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maggio 2009
Le meraviglie dell'Apocalisse
La Cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto è affrescata con il Giudizio Universale di Luca Signorelli. La straordinaria bellezza di quest'opera è stata riprodotta in digitale grazie agli scatti del fotografo Sandro Vannini e alla tecnologia Epson nella mostra "Mirabilia - I luoghi dell'Apocalisse" (Palazzo dei Sette, Orvieto - 7-23 aprile 2009).
Passato e presente, arte e tecnologia sono gli ingredienti che hanno reso possibile il progetto "Mirabilia - I luoghi dell'Apocalisse" dedicato al capolavoro di Luca Signorelli all'interno della Cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto.
Il Giudizio Universale di Luca Signorelli (1445 - 1523) è una di quelle opere che lasciano senza fiato. Allievo di Piero della Francesca e del Pollaiolo, Signorelli è famoso per i suo studi di anatomia, molto avanzati per i suoi tempi, tanto che secondo fonti storiche Michelangelo stesso si sarebbe ispirato a questo Giudizio Universale per dipingere la Cappella Sistina.
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Da qui il nome della mostra che si è tenuta presso Palazzo dei Sette a Orvieto dal 7 al 23 aprile, "Mirabilia - I luoghi dell'Apocalisse", per la cui realizzazione i curatori si sono avvalsi di un fotografo del calibro di Sandro Vannini e della tecnologia di stampa Epson. Vannini ha fotografato gli affreschi pezzo per pezzo e i suoi scatti ad altissima definizione sono stati stampati con una Stylus Pro11880 su carta fotografica Luster.
Vannini ha utilizzato la stessa tecnica di scatto con cui lo scorso anno ha fotografato, in esclusiva, il tesoro di Tutankhamun in Egitto. Issandosi su un'impalcatura mobile alta dieci metri, ha utilizzato una Silvestri Bicam II con obiettivi appositamente studiati per la fotografia digitale. Gli affreschi sono stati illuminati con quattro lampade Gamma Progetti HMI da 600 Watt l'una.
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E seguendo il principio che le fotografie di qualità vanno stampate con altrettanta qualità, Epson ha messo a disposizione l'innovativa Stylus Pro 11880 con gli inchiostri di nuova generazione Epson UltraChrome K3 Vivid Magenta in nove colori. Gli scatti sono stati realizzati su carta fotografica Luster alla massima risoluzione possibile (2880x1440 dpi). Il livello di precisione e il realismo delle stampe sono davvero straordinari. E non solo! La mostra ha permesso ai visitatori di ammirare l'opera da vicino, cogliendo ogni minimo dettaglio di tratto e di colore, prospettiva non possibile guardando l'affresco nella sua interezza all'interno della Cappella.
In mostra anche una stampa della facciata del Duomo di Orvieto, frutto di un paziente lavoro di collage di 30 scatti, realizzati sempre dal Vannini spostandosi in modo mirato sopra il braccio mobile di una gru. La posizione del Duomo di Orvieto non consente infatti di fotografarne la facciata in un unico scatto. |
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L'intento della mostra non era strettamente culturale ma anche educativo. Si voleva infatti aiutare il visitatore a essere un "contemplante", a guardare cioè l'opera dall'interno, immergendosi nelle immagini e seguendo il percorso spirituale dell'autore.
Gli autori hanno voluto anche sottolineare le analogie tra il momento storico in cui ha avuto origine l'opera e i nostri tempi, epoche di passaggio entrambe segnate da profondi mutamenti culturali e da una pluralità di voci e messaggi che ci raggiungono e tra cui dobbiamo discernere il bene e il male, il Cristo e l'Anticristo.
Ecco così valorizzata la valenza educativa e spirituale dell'arte, che ci introduce ai misteri della nostra salvezza. E ci preme anche sottolineare l'importanza della tecnologia, sia di scatto che di stampa, a servizio della diffusione della cultura.
Terminata la mostra a Orvieto, le stampe iniziano ora un tour per l'Italia. |
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