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novembre 2006

Le alterazioni della fotografia: il seminario

 

Facciamo seguito all'articolo del mese scorso sulla mostra "Alterazioni - Le materie della fotografia tra analogico e digitale" dando un breve resoconto sul seminario che si è svolto il giorno dell'inaugurazione lo scorso 7 ottobre.

 

Qualcosa è cambiato. Questo il vero significato che gli organizzatori hanno inteso dare al titolo del seminario: alterazioni non significa che qualcosa si è deteriorato, corrotto o guastato, ma semplicemente trasformato.

 

In un mondo ormai post-industriale, c'è chi già considera la fotografia analogica un "oggetto della memoria" rispetto all'avvento del digitale. Si contrappongono così due modi diversi di fare fotografia. Da un lato la fotografia analogica, di natura chimico-fisica, fondata su materiali definiti e procedure consolidate che danno vita a opere di natura tangibile; dall'altro la fotografia analogica, di natura più precaria, mutevole nei processi, nei supporti, nelle dimensioni, destinata a prendere forma in modi e in luoghi diversi.

 

 

 

 

 

La novità del digitale consiste sostanzialmente nell'aver stravolto le abitudini percettive e le basi psicologiche su cui fondiamo i nostri processi di conoscenza. Le immagini infatti possono essere manipolate con grande facilità e immediatezza, allontanandole dalla loro origine. E siamo noi stessi a poter disporre di questo enorme potenziale di dati da manipolare in qualunque momento a seconda delle nostre esigenze.

Ma l'avvento del digitale non significa solo un modo diverso di realizzare o elaborare immagini. E' in gioco un nuovo sistema che coinvolge ogni aspetto della vita e della comunicazione. Cambiano infatti anche le possibilità di fruizione, condivisione, archiviazione e scambio delle informazioni. In sintesi, possiamo dire che stiamo assistendo a una perdita di fisicità verso una dimensione virtuale delle forme di comunicazione ed espressione artistica, tra cui la fotografia.

Elemento comune a tutte: il computer, strumento di lavoro e di progettazione unico, in cui tutte le forme di arte e di espressione devono prima o poi confluire per essere elaborate e dare vita a produzioni e risultati diversi.

 

Il digitale apre anche nuove problematiche legate, ad esempio, alla conservazione della materia fotografica. Se con la fotografia analogica era necessario conservare solo l'oggetto fotografico in sè, con il digitale è necessario anche salvaguardare, e aggiornare, il software e l'hardware in grado di leggere o veicolare il dato digitale.

 

Ma c'è un modo per ridare nuova fisicità alla fotografia digitale? Sì, è la stampante, definita come una sorta di convertitore che trasforma il dato digitale, di per sè numerico, in materia. In questo senso la tecnologia Epson delle stampanti desktop è stata una vera e propria rivoluzione degli ultimi anni, ovvero qualcosa di completamente nuovo che prima non esisteva.